La prima fondamentale svolta fu dovuta alla felice intuizione dell'amico Gabriele Lovisetto, allora direttore della stessa Buton, che agli inizi degli anni settanta convinse la famiglia ad effettuare l'innovativa trasformazione su vasta scala dei vigneti passando dall'alberata ai piu moderni guyot o silvouz. Ma e verso la fine degli anni settanta che l'azienda Numeroso avvia le prime sperimentazioni
nella spumantizzazione dell'asprinio
che alla luce dei primi soddisfacenti risultati si traduce, nel 1982 nel marchio "I
Borboni". Ed e proprio in questa fase che il carattere contadino del Cav. Nicola
Numeroso si rivela in tutta la sua caparbieta, lancia infatti la sua sfida al recupero
dell'asprinio ï'altrimenti condannato all'estinzione - fino all'approvazione della pratica
di riconoscimento prima della IGT e finalmente, nel 1993, della DOC Asprinio.
Viene cosi recuperata la tradizionale vinificazione dell'asprinio nelle grotte, scavate a 13 mt di profondita sotto le dimore padronali, e uniche per i loro ambienti particolarmente adatti alla conservazione, in grado di assicurare fresco, giusta umidita, luce e temperatura costante nell�arco dell'anno. La scelta di riportare il processo produttivo negli impianti del centro storico rappresenta la ferma volonta di tutelare i legami con la tradizione che l'asprinio esige e che la famiglia non intende negare nonostante la innegabile praticita che gli ampi spazi della campagna consentono ma che modificherebbe i cicli e quindi la tipicita del prodotto.